A seguito di un intervento nel post precedente ho pensato che sarebbe potuto essere interessante disquisire un po' sul fattore "il rap rientra nella musica oppure è una forma d'arte a se". Io inizio col dare la mia personale opinione sull'argomento.
Inizio col dire quello che per me è musica... ecco quelli che ritengo essere gli elementi fondamentali della forma d'arte musica:
- inanzitutto essa deve essere suonata da strumentisti... quindi per me un dj non è un musicista e nemmeno uno smanettone con un pc lo è
- essa deve contenere quella che può essere chiamata "melodia"... un tizio che declama una poesia con un sottofondo di musica ad esempio non è per me un musicista, ma un poeta che declama una poesia con sottofondo musicale
Ora passo a dire quello che per me è rap e derivati:
un tipo particolare di poesia urbana declamata mantendo una cadenza predefinita dettata da una base di batteria campionata. Per arricchire questo sottofondo vengono inseriti alcuni loop di pazzi musicali o addirittura pezzi di musica classica o di pezzi famosi riarrangiati. Spesso dal vivo i grandi rapper possono permettersi strumentisti veri per fare le parti di rifiniture e col passare del tempo alcuni di loro hanno aggiunto piccole parti cantate miste alle fasi di puro rap.
Stare dietro alla batteria elettronica mantenendo la cadenza non significa cantare, bensì declamare... altrimenti i poeti latini che declamavano col pentametro giambico erano già musicisti e non poeti e più bravi dei rapper perchè riuscivano a tenere il ritmo anche senza poesia.
Il fatto che alcuni rapper abbiano inserito alcuni ibridi fra musica e rap (vedi Jovanotti... artista che apprezzo molto e ritengo fra i più validi artisti contemporanei italiani, anche son mi piace assolutamente la sua musica, le sue idee ed il suo modo di essere... e che ha saputo infilare un palo di tre metri nel culo dei soliti discografici cazzoni che lo volevano come fenomeno di un'estate con canzoni del cazzo)... dicevo... mio son perso... Il fatto che alcuni rapper abbiano inserito alcuni ibridi fra musica e rap, non significa che il rap sia diventato musica, ma solo che qualcuno ha mischiato rap e musica.
Creare atmosfere mischiando loop musicali presi da dischi vari per me non è suonare uno strumento... è qualcos'altro che io rispetto e che personalmente non sarei in grado di fare... tanto di cappello a chi lo fa... ma per me non è suonare uno strumento.
La mia opinione si basa sull'ascolto di tutte le opere di Jovanotti (sono un grande fan del bassista saturnino, che è un mostro del basso ed ha fatto anni fa un bellissimo album solista molto funkeggiante), quasi tutte le opere digli articolo 31; ascolto superficiale dei gruppi meno famosi tipo gemelli diversi e compagnia bella ed ascolto dei più famosi rapper americani... ovviamente non ho sentito tutto quello che di rap è stato prodotto al mondo perchè il rap non mi piace... però non si può dire che io abbia dato un'opinione senza aver prima ascoltato del rap. Aggiungiamo poi che avevo degli amici che facevano rap e sono andato spesso a dei loro concerti e a delle rassegne di freestyle... non sono un'esperto di rap, ma non sono nemmeno il classico pirla che ha sentito mezza canzone e sputa sentenze senza limiti.
Questa è la mia opinione... e sono felice del confronto proposto dalla ragazza nel post precedente (ladybianca se non erro... non riesco ora ad andare a vedere il nome precisose no perdo la pappardella che ho scritto)... voi che ne pensate?
Dire che una cosa va inserita in un'ambito diverso non significa mancarle di rispetto, sminuirla o voler sputare sentenze... a parer mio significa solo essere precisi.
L'Italia è piena di gente decisamente in gamba... a parte i gusti personali che ovviamente variano da persona a persona...
Battisti: oltre a scrivere rare perle di poesia nostrana, costui fu il primo uomo-prog della storia d'Italia... in assoluto il primo ad inserire variazioni di tempo e di atmosfere, cambi di tonalità, fu il primo ad inserire in maniera forte la componente coristica "a terza e quinta" nelle proprie canzoni e fu anche il primo a dare un vero risalto agli strumentisti... portandoli in primo piano invece che tenerli come semplice sottofondo.
Battiato: personalmente lo trovo inascoltabile, ma la sua continua ricerca lo ha reso uno degli artisti "eccentrici" europei più apprezzati ed effettivamente il suo lavoro ha valore
P.F.M.: circa del 1975 la P.F.M. con l'album "Chocolate King" (album prodotto in inglese per il mercato americano ed in italiano per il mercato nazionale) - Canzone "Celebration" (che in Italia venne proposta in italiano col titolo "E' festa" per chi volesse scaricarla) era davanti ai Deep Purple nelle classifiche americane (ho le prove). Personalmente sono un grande fun di Mussida (il chitarrista). Il loro genere era avanti di vent'anni rispetto ai coetanei e per questo furono poco capiti in patria, ma hanno creato delle cose universalmente molto valide.
Al Bano: sarà anche un cazzone che ha smesso di fare il cantante per darsi alle cazzate, ma era l'unico in Italia negli anni '70 a poter cantare alla pari con Ian Gillan come estensione vocale... poi Albano essendo cresciuto con il pop del periodo tende a vocalizzare come le cantanti di liscio, ma la voce c'è... e che voce. Adesso abbiamo anche Renga che con la voce è un dio... o meglio... avevamo renga... prima che l'altra befana gli succhiasse il cervello e lo rendesse nello stato attuale.
De Andrè: ne abbiamo già parlato nel post precedente quindi non mi dilungo
Zucchero: mettiamo da parte gli ultimi 3-4 album che io ritengo penosi e con una caduta di stile e di anima incalcolabili. Il nostro amico zucchero è stato il l'unico a creare un po' di ritm'n blues italiano; l'unico italiano a partecipare alla seconda edizione di Woodstock, l'unico ad essere considerato qualcuno da gente del calibro di Sting. L'unico ad avere nei propri album ospiti come Eric Clapton, Jeff Beck, Greg Bissonet e tanti altri... anni fa ci son rimasto di merda a leggere sulle copertine dei cd i musicisti che hanno suonato con lui. Adesso lo vedete su M-TV (Musica-Tamarra-Video) a fare Pabumba o come cazzo si scrive... ma quell'uomo una volta era un grande.
C'è chi potrebbe dire che anche Eros Ramazzotti e Laura Pausini sono famosi in tutto il mondo e che li ho dimenticati... se aveste provato a sentire il pop francese o spagnolo o greco, capireste come mai piacciono tanto. In america invece basta dire due parole in italiano con della musica sotto e tutti applaudono, ma da li ad essere considerati dei musicisti potenti ce ne passa di tempo.
Ma ora passiamo all chicche... avete mai provato a leggere i nomi dei turisti (per chi non lo sa i turnisti sono i musicisti professionisti che vanno in giro ad incidere per i musicisti famosi) sulle copertine delle grandi pop star? per il 70% sono nomi italiani. Perchè secondo voi?... io ho una mia teoria molto lontana da quella banale degli italiani popolo di artisti e cazzate varie... ecco la mia teoria... teoria che si applica per gli italiani in america, non per i gegni sopra elencati:
Noi italiani siamo dei gasati di natura, ci piace fare i fighi in giro... nella musica professionistica cosa serve per essere dei fighi?... bisogna essere i più bravi... quindi i nostri musicisti studiano come dei pazzi e diventano tecnicamente i migliori... alcuni finiscono in america a fare i turnisti ed altri a forza di studiare sviluppano anche genio ed amore per la musica fuori dal comune... quanch eesempio?
Angus Young (chitarrista degli ACDC): tutta la sua famiglia è di Nettuno (paese vicino a Roma)... vero cognome non lo so
Jhon Bon Jovi: guarda un po'... le leggende lo vogliono nato un po' ovunque in Piemonte... non so dove sia nato, ma che è italiota è stato confermato
Steve Vai (chitarrista di Frank Zappa, White Snake fra gli altri e considerato uno dei più grandi chitarristi del mondo)
Jhon Petrucci (chitarrista dei Dream Theatre): la sua famiglia vive già da qualche generazione in america, ma l'origine è italiota pure quella
Potrei andare avanti, ma francamente adesso non me ne ricordo più manco uno.
In ogni caso w gli italiani che, al contrario di quello che pensano gli inglesi, sanno suonare ben di più che il mandolino e le chiappe delle ragazze inglesi, deluse da quei pisellini mal usati tipo fratelli Gallagher...
Ispirato dal riascolto in auto di un cd di De Andre (che la mia fidanzata... santa ragazza... mi ha regalato) e da una cordiale visita di un cantastorie nostrano nel blog ho deciso di parlare di quello che per me è il Re dei cantastorie.
Inizio con lo spiegare il perchè chiamo i cantautori italiani (quelli con la C maiuscola) cantastorie. Il mio ragionamento è semplice. I cantastorie non hanno musiche di sottofondo particolarmente originali, in genere si assomigliano tutte (tranna quando qualcuno come la P.F.M. ci mette il naso come nel caso di De Andrè ed aggiunge alla poesia anche musiche stupende) e tutte mancano di interventi musicali particolarmente validi (nel 2000 ci provò De Gregori ad introdurre un chitarrista come si deve con parti interessanti nelle sue canzoni, ma fu obbligato a mandarlo via dopo un'anno). I cantastorie basano la loro arte sul lora raccontare storie di vita e di pensieri in rima. I moderni cantastorie se ne sbattono di pentametri giambici o di altre strutture poetiche, al contrario dei loro predecessori, ma riescono lo stesso a creare quell'atmosfera che sa portarti lontano... in posti bellissimi o terribili.
Ora ecco perchè secondo me De Andrè è il re dei cantastorie:
1) Lo stile di metrica e di canto dell'artista è quello che di più mi ricorda lo stile dei primordi medioevali del genere (w i menestrelli)
2) I suoi temi sono in comunicazione uno con l'altro dividendosi in tre filoni principali: religione, storie di povera gente ed amore. Fra l'altro è l'unico che ha lasciato in secondo piano il solito "cuore-amore" per dedicarsi anche ad altri aspetti del filone amoroso. Il filone che più preferisco è sicuramente quello religioso che denota un profondo rispetto per la religione ed un profondo disprezzzo per la strumentalizzazione della stessa (fu dalle sue parole che nacque il detto "porco il clero" del mio ex bassista)
3) Non è mai banale e non ha mai scritto cazzate solo per vendere... si è vero... si dice che fosse il pià grande stronzo del mondo con la gente e che fosse il più tirchio nelle paghe dei musicisti in tour con lui... ma non centra con la sua arte; anche RIchie Blackmoore era uno stronzo con le ali, ma era un dio con la chitarra (per chi non lo sapersse Blackmoore fu il primo chitarrista dei Deep Purpler e di un mitico gruppo che pochi conoscono "The Raimbow"... attualamente in tour con i "Blackmoore night"... anche lui dimostro un certo amore per certe sonorità medioevali).
Insomma... adesso che è morto De Andrè ci rimane De Gregori, che io metto al secondo posto perchè solo in certi casi è stato un vero cantastorie ("e con le mani amore, per le mani ti prenderò...").
Ci hanno provato: Ligabue (apprezzo il tentativo, ma mi sta sui maroni quell'uomo), La P.F.M. (un ottimo tentativo solo in parte riuscito poichè troppo concentrati sulla musica), New Trolls (ottimo tentativo, ma anche in questo caso si sono concnetrati troppo sulla musica perdendo l'atmosfera), Banco del mutuo soccorso (tentativo scaduto nel dibattito politico... bleah), Guccini (vedi Banco del mutuo soccorso), Modena City Ramblers (mmm... in certi casi... quando non parlano di politica ci sono riusciti... certo se non copiavano le musiche ed alcuni testi dai Pogues era meglio.
Orbene... spero che questo argomento interessi a qualcuno e si scateni una bella discussione.
Dopo che un pirla ha invaso la mia corsia, portandomi via lo specchietto destro (specchietto destro opel astra € 250... lo so perchè già una volta un camion mi ha fatto il regalino)... dopo aver barattato la mia Ibanez Steve Vai sign modello floreal in cambio di un rivalvolamento del mio Peavey classic 30 e di un Peavey Delta blues 210... dopo aver scoperto che la Fender ha messo in commercio un nuovo modello di Telecaster che costa solo 650 €... dopo tutte queste cose accadute in un sol giorno... mi sento pronto ad aprire un blog.
Io sono Adiabatico, suono da quando sono piccino ( foto, storia ed mp3 li trovate sul sito www.adiabatico.it/adiabatico ) ed ho voglia di parlare un po' di musica e di quello che ci gira attorno. Tanto per chiarire: Rap e derivati non rientrano per me nella categoria musica; è una forma d'arte che rispetto, ma per me non è musica.
Sono notoriamente iperazzista e questo si concretizza al meglio nella musica...
per me è cacca:
- reggae: cacca al gusto di rosmarino
- neopunk: cacca al gusto di benzina
- post punk... post rock... postcheccazzonesò: cacca al gusto di alta borghesia annoiata e frustrata
- afro: cacca di elefante
- latino americani non di primissima qualità: cacca al gusto di sigaro cubano
- pop non innovativo e di qualità: cacca di checca
- Tecno: la mamma di tutte le cacche
per me è cioccolata ( Willy Wonka proteggici tu ):
- blues: l'anima della musica
- soul: l'anima del musicista
- funky: il ritmo del pensiero
- rock: la comunicazione
- hard rock: la rabbia nella musica
- classic metal: dalla rabbia all'autocontemplazione
- prog rock: le atmosfere nella musica
- classica: la ricerca nella musica
- cantastorie italiani: la poesia nella musica ( ne sono nati pochi veramente validi... ma quelli bastano per una vita... )
Bene... ora che sto sul culo ad almeno 3/4 della popolazione mondiale si può cominciare a parlare di musica...