Quando il destino è bastardo...
Avevo un programma stupendo:
giovedì uscivo dal lavoro ed andavo a prendere la "Dame de paiper" (www.damedepapier.splinder.com) ed insieme si partiva per Laigueglia dove avremmo soggiornato nella casa della dame fino a domenica.
Long Week end si tutto riposo per me, per la Dame un po' meno perchè avrebbe dovuto comunque continuare a studiare.
Avrei passato i miei giorni in massimo relax leggendo libri, guardando cartoni animati il pomeriggio e film la sera, il tutto intervallato dal più alto numero possibile di sessioni sessuali. La sera a fare l'aperitivo con i tapas nella vineria sotto casa ed un pomeriggio dedicato alle grotte di Toirano ed ai resti archeologici nelle vicinanze.
Avevo preparato tutto: i viveri, i dvd con i tutta la serie di "1999 X" (recensione dell'anime sul sito www.adiabatico.it/anime), "Nana" (idem), "Maison Ikkoku" (riidem) e "Fatal Fury" (ririidem), il dvd di "Apollo 13", "Taxi Driver" e "Scoprendo Forrest", il libro "Il libraio di Selinunte", il libro "La cattedrale sotto al mare", un po' di lavoro arretrato dall'ufficio giusto per darmi un tono da professionista, la rivista che la Dame mi fa
arrivare gratis "Un mese di borsa", gli opuscoli per scegliere le ferie estive e tanto entusiasmo.
Era tutto pronto e poi... poi sia io che la Dame de papier ci siamo presi in contemporanea l'influenza... ma porca di quella...
Io son riuscito a sopravvivere ad una giornata in ufficio con la febbre a 39, non so come, quando son tornato a casa giovedì ho preso una tachipirina e mi sono ripreso abbastanza; l'omina invece ha cominciato a stare male un giorno prima di me, subito dopo aver dato l'esame di chirurgia (ha preso 30
e non abbiamo neanche potuto festeggiare), e solo oggi ha dato segni di ripresa.
Cacchio che nervoso... ora sono quì triste a casa a guardare un raro long week end che se ne va senza averne approfittato.
Oggi mi sono letto Il libraio di Selinunte, librettino molto carino che si legge in un paio d'ore di Roberto Vecchioni nel quale ho trovato alcune frasi che mi hanno colpito:
Uomo, la mosca ha un volo più veloce del tuo occhio
e una vita più breve del tuo dolore
Interrogammo i templi di Selinunte,
il loro silenzio aveva più peso di tante parole
Il tempo ride come un fanciullo che bara
per vincere sempre
ce ne sono molte altre, ma non le trovo più nel libro e non voglio rovinare con un ricordo errato, seppur in minima parte.
Stasera mi guardo Ti amo in tutte le lingue del mondo... in effetti è già da un po' che ho voglia di guardarmi un film Pieraccioniano.
Compito di oggi: riuscire a capire di chi è quest'opera per pianoforte che sto ascoltando... mi ha passato gli mp3 il cugino della Dame de Papier, ma non mi ha scritto di chi è nella cartella... che Dio lo illumini.
Riflessione dell'omino che questa sera è particolarmente riflettente (el gioco de parole):
La vita è piena di passaggi dolorosi obbligati e nessun passaggio felice obbligatorio... avevo in mente un discorso mucho fico... ma l'ho perso... ed ho perso la voglia di scrivere... ora dico la prima cosa che mi passa per la mente:
Se dico "El gioco de parole" sono un simpaticone che imita l'accento spagnolo.
Se dico "Er gioco" sono un burino romano grassoccio coi capelli unti ed i brufoli, vestito con camicia hawaiana... ma perchè odio così tanto i romani?... non sono un leghista, non ce l'ho col sud d'Italia... a me viene l'orticaria solo quando si parla di romanacci... hao!. Lo so che non si deve fare di tutta l'erba un fascio... ma quando penso ad un romano, con sto accendo alla Totti... mi viene l'ittero. Se penso all'impero romano... una massa di Totti in formazione a testuggine che ruttano, scorreggiano e violentano galliche dopo una battaglia... il grande impero romano... ma poi la lupa che ha nutrito Romolo e Remo era una lupa in senso italiano lupo femmina od una lupa in dialetto romanesco ovvero una troia? Che qualcuno mi dimostri che i romani non sono tutti come Funari/Totti / Er monnezza er altri fetidi personaggi che pretendono di rappresentare la capitale. Aoh, a guardate n po' sto fio de na mignotta den piemontese che ce sta a grattà ri cojoni... se ra tira peggio che uno de parioli. Meno male che al tempo dei romani almeno si parlava il latino... ve lo immaginate il latino con accento romano, altro che endecasillabo giambico... Ale iacta est, Aoh!... Morituri te salutant, fio de na mignotta.
Ma il mio più grande odio è per i francesi... esseri con la puzza sotto il naso convinti di essere sopra tutti... gli unici che fanno finta di non saper parlare inglese... o gli parli in fucking francese o non ti rispondono. Si gasano tanto per la loro nazionale che è composta da tutto, tranne che da francesi. Si ammirano per la loro nuovelle cuisine che in confronto alla nostra fa cacare. Si autocontemplano per i loro vini... va bhe... quelli sono buoni sul serio, ma non più dei nostri. Gente così di merda in un paese così bello. Sono daccordo con la frase del Plantageneto durante la guerra dei cent'anni: il problema della Francia è che è piena di francesi.
Concludo rivolgendo un rigurgito d'odio nei confronti dei minchioni che mettono la musica nei blog senza il tastino per spegnerla... che mentre giro su internet con Satriani, Vai, Petrucci, De Andrè, Giorgia, Extreme, Queen, Statius Quo su windows media player... insomma mentre sto ascoltando musica che piace a me... mi interrompono con una merdosa canzone di Avril Lavigne (non facciamo troppi complimenti dicendo canzone) o con un trito e ritrito pezzo di musica celtica... rigurgito d'odio... potessi vi ackerizzerei e vi infilerei nel blog The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd e poi infilerei un programma nel vostro pc che fa vedere il culo nudo di veltroni ogni volta che provate a staccare il sottofondo di Every side of every story degli Extreme dal vostro desktop.
... come mi sento libero... ed ho scritto tutto di getto come mi passava per la testa... liberatorio
La Fender telecaster è la chitarra più affascinante e carismatica della storia della musica.
Premetto che io sono in amante/suonatore delle Jem dell'Ibanez perchè il mio modo di suonare e l'anatomia delle mie mani non possono non portarmi sul manico ultrafine e morbido come il burro di una Ibanez Jem... quel suono fine come il sussurro di una sirena e malleabile come l'impasto del pane.
Però un chitarrista non può non sentire il richiamo di quel suono che ha ispirato jazzisti/bluesman ed anche hard-rocker (questo lo sa solo chi ha provato il "lipstick" della telecaster con un distorsore giusto trovando il suono di Steve Morse). Un suono caldo, ma preciso nelle armoniche... al contrario della cugina stratocaster che francamente mi fa cacare. Quel manico estremamente scorrevole ed affascinante per dita che sanno come muoversi. Quella forma così "eternamente bella" con la paletta così unicamente discreta e distinta. A guardadarla sembra di sentire il profumo del legno ed il rumore del vento che soffia fra le assi accatastate.
Si, il mio prossimo acquisto sarà una telecaster... affiancherà la mia Jem "Virgi" sui palchi ed il suo nome sarà "Mupi"... e forse con un po' di rate potrò davvero comprarla fra qualche tempo. Questo mi ispira a cercare un nuovo progetto musicale da affiancare ai Black Willow (www.blackwillow.it) e a Davide Raimondi band (www.davideraimondi.altervista.com)... qualcosa che stia fra il rock, il country ed il blues con sprazzi di ritmi funky... qualcosa che parta da artisti come Jeff Healey, Robben Ford, Albert King, The Who... per poi portarmi a scrivere magari qualcosa di mio... in fondo è quello il genere che ho in fondo al cuore... è con quello in testa che ho fondato i Black Willow ora così lontani da quei primordi ed è quello ciò che avevo in testa quando ho dato vita al progetto Chicken's factory che purtroppo mi ha deluso.
Si voglio suonare del blues con una telecaster fender.

Quello di far credere a tutti di essere stupido ed insensibile
è il più bello scherzo che sia riuscito a fare al mondo...
A Natale la Dame de Papier mi ha regalato un week end con compresa cena gourmet in un posto a scelta fra ottanta alberghi/agriturismo in tutta Italia.
Abbiamo scelto il castello di Carimate come destinazione ed il week end che va da 4 al 6 aprile come periodo (che è anche la data del mio compleanno fra l'altro... tanti auguri a meeeeeeeee).
Siamo partiti il sabato mattina e siamo andati fino a Como dove abbiamo visto alcune cose ed abbiamo mangiato qualcosina al volo. Devo dire che Como e dintorni sono un posto in cui non andrei mai a vivere, alla faccia di George Clooney; strade strette, piene di curve e trafficatissime... per fare 10 chilometri ci vuole più di mezz'ora.
Nel pomeriggio siamo andati a Tremezzo a visitare villa Carolina dove erano esposte anche opere di Canova ed altri illustri artisti; a colpirci sono stati soprattutto i 70.000 metri quadri di parco egregiamente tenuto e la vista fronte lago degna di un film.


Dopo aver scarpinato su e giù per il parco, siamo andati a Cantù dove abbiamo visitato un complesso romanico piccolino, ma davvero bello e d'effetto.

Fatto questo abbiamo raggiunto finalmente il castello di Carimate che, stopore massimo!, è davvero un castello: imponente ed ottimamente restaurato.


La camera era una favola, con tanto di letto a baldacchino due piazze e mezza, tavolo per cenare in camera, tv satellitare, frigo fornitissimo; il bagno era un po' fuori tema, ma spazioso e ben attrezzato e la vista era sui bastioni frontali... uno spettacolo. Dopo esserci fatti un bagno spumoso e colorato con una specie di palla da bagno comprata a Como alla Lush (visitate il sito, hanno dei prodotti pazzeschi non testati su animali e di ottima qualità) e dopo esserci coccolati, siamo scesi nel salone (andare nel salone faceva più "galà" di cenare in camera).

L'atmosfera era spettacolare in queste immense camere medioevalmente ristrutturate. Il menù era forse un po' banale: prosciutto crudo con melone, agnolotti di magro al burro ed erbette, grigliata di pesce e verdure ed ananas; la dame da papier ha preferito sostituire la grigliata con le scaloppe e le fragole con l'ananas.
Dopo cena siamo tornati in camera, ci siamo abbracciati e ci siamo addormentati, o meglio, io mi sono addormentato mentre la povera donna non ci riusciva a causa dei miei russiii.
La mattina alle otto ci siamo svegliati, coccolati e poi siamo scesi a fare una super colazione per poi partire alla volta di Lecco per visitare l'altro ramo del lago di como. A Lecco abbiamo trovato un raduno di moto, una semisagra di antiquariato, una festa religiosa ed un moru che è riuscito a vendermi per 3 € un album di Celentano duplicato. A mezzogiorno siamo partiti alla volta di Bellagio seguendo una spettacolare strada panoramica ed ad un certo punto abbiamo dovuto aiutare un motociclista alle prime armi che è caduto da fermo e non riusciva a sollevare la moto. A metà strada ci siamo fermati in un ristorantino in riva al lago in un posto tranquillissimo dove abbiamo mangiato davvero bene in un'atmosfera speciale. Io ho preso bresaola con rucola, tagliata di vitello e fragole; la Dame de papier che preferito optare per un risotto fatto col pesce di lago pescato in giornata (a parer suo troppi gamberetti di lago), verdure grigliate e torta di mele e pinoli. Dopo la pausa pranzo abbiamo raggunto Bellagio ed abbiamo visitato prima la villa di Melzi col suo piccolo museo ed il suo bel parco (nel quale abbiamo interagito con un simpatico scoiattolo) e poi la città.



Al ritorno ci siamo fermati a Como per un gelato e siamo tornati a casa.
Un bel week end, davvero speciale e piacevole.
Se qualcuno di voi volesse regalarsi un bel week end in un posto speciale può andare sul sito www.smartbox.com.
Ora gustatevi le foto.
Tanti auguri a meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.
P.S. giovedì concerto al garage 92... uno dei locali più "potenti" della provincia per la musica dal vivo... suonare lì, vuol dire qualcosa.
