Vedere un bambino giocare e divertirsi, aiuta a dimenticare momentaneamente che stiamo lentamente morendo.

A parte questa "massima" che mi è venuta in mente domenica mentre giocavo con mia nipote, di cose da raccontare ce ne sono.

Ad esempio, venerdì sera l'amplificatore nuovo mi ha piantato a metà concerto.
Sono stato soccorso da un mio amico che mi ha imprestato al volo la testata Mesa Boogie che aveva nel cofano dell'auto. Lo stesso amico mi ha salvato anche il giorno dopo poichè l'amplifatore non era riparabile ed io avevo un altro concerto.
Alla faccia della ENGL, amplificatori costruiti a mano e testati uno ad uno.
Comunque... per quella mezz'ora in cui ha funzionato... porca troia che suono!

Ho visto "Wolverine le origini". Mi è piaciuto un bel po'. Bella azione, bella trama, bella sorpresa di ritrovarmi il grande Ryan Raynonld in gran forma e bello il cameo di Xavier alla fine.
Ora attendo con ansia di vedere "Star Trek", "the boat that rocked" ed "Harry potter VI"...

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Ieri è stata una giornata epocale.
Dopo 10 anni di amplificatori Peavey ho cambiato costruttore di amplificatori.


Provai il primo Peavey classic 30 nel 1997 dal mio maestro di allora Alberto Carena (l'umo che per suonare tre canzoni come ospite si portava tre amplificatori) e mi piacque molto.
Nel 1999 usavo testata e cassa Marshall JCM900. Essendo il tutto parecchio scomodo nei trasporti, acquistai un Classic 30 1x12" da usare in prova e nei locali piccoli. Dopo due giorni di suonate, misi in vendita la testata Marshall e mi tenni il Peavey come amplificatore principale.
Nel 2002 acquistai un classic 50 4x10" e lo abbinai alla cassa Marshall JCM 4x12". Avevo letteralmente un "muro di suono" dal vivo, mentre in prova e nei locali piccoli continuavo ad usare il classic 30.
Nel 2003, non soddisfatto della distorsione del classic 50, lo diedi indietro ed acquistai un sistema pre-multieffetto-finale da abbinare alla cassa Marshall. Il suono era molto bello, ma meno vero di quello del calssic 30 e così nella maggiorparte dei casi continuai ad usare il classic30.
Nel 2004 arrivai ad acquistare un'altro classic 30 in modo da averne uno perennemente in sala prove e l'altro in live (odio trasportare roba).
Nel 2005 decisi di dare indietro uno dei classic 30 per prendere un Classic 30 versione Delta Blues 2x10".
Nel 2008 abbinai al Delta blues una cassa Vox 2x12" ed un distorsore a pedale tubeking della ibanez.
Ad inizio 2009 ho dato indietro il vecchio classic 30 per integrare l'acquisto di una chitarra Ovation.

Ieri, 6-maggio-2009 ho dato indietro il mio Delta blues e la cassa Vox per integrare l'acquisto di un ENGL thunder 50 ed una cassa Laney 2x12".
Sono sicuramente felice e convinto dell'acquisto... anche se ci vorrà tempo prima che io riesca ad trovare il suono col nuovo set-up.
Dovrò anche portarmi costantemente dietro la cassa laney, perchè senza di essa il suono manca di bassi... abbastanza scomodo direi...

In ogni caso, chiudo 10 anni di collaborazione con una grande casa costruttrice. A livello di blues e rock la ritengo ancora la migliore nel rapporto qualità-prezzo.
Un Peavey classic 30 costa la metà di un Fender, meno della metà di un Vox AC30, un quarto di un mesa-boogie.
Se confrontiamo un peavey ad un Hotrod della Fender, troviamo prestazioni molto simili... l'Hotrod costa di più ed è meno caldo sui distorti, anche se è lievemente migliore sui puliti.
Se confrontiamo un classic30 con un Deville Fender è chiaro che il Fender stravince, ma stravince anche nel prezzo.
Se confrontiamo un pulito Vox AC30 con un pulito Classic 30, notiamo che il Vox vince in qualità, ma con distacco minimo... il prezzo invece ha un ottimo distacco.
Il confronto masa-boogie peavey non lo sto nemmeno a fare perchè si sa che il suono mesa lo si ama o lo si odia e se lo si ama, si è disposti a spendere qualsiasi cifra per averlo e tutto il resto farà comunque schifo.
Sui suoni più hard, il classic30 si lascia superare dal Laney 30" (che fra l'altro ha quasi lo stesso prezzo), sul blues e pulito però non ci sono paragoni ed il Laney 30Watt ha spesso problemi di fruscii e/o rumori di fondo.
Ultimo confronto lo faccio con i neonati Bugera, i cinesoni d'assalto... ottimi amplificatori, ma ancora troppo giovani e quindi senza un suono proprio e senza quel pezzo di anima degli altri strumenti citati.

Sono passato all'ENGL per i distorsori squisitamente hard a parer mio eguagliabili solo da certi modelli mesa-boogie e da sistemi rack pre-finale come Brunetti ed alcuni modelli Marshall.
Tre canali regolabili separatamente in volume... il che risolve parecchi miei problemi.
Premettendo che ancora devo familiarizzare, posso dire che:
I puliti sono freddi e poco presenti, con la cassa aggiuntiva il risultato migliora, ma nemmeno tanto.
L'equalizzatore è inutile suppergiù come quello dei mesa... il suono è in ogni caso inconfondibilmente quello ENGL.
La gestione dei canali tramite pedale è un po' "psicopatica", ma ci si adatta.
Il crunch è spettacolare, va dal crunch più grezzo ad un soft solo.
Il Lead sradica gli alberi... stica.
La risposta al segnale è ENGL, inconfondibile... anche con il lipstick della telecaster, recepisce la pennata come se fosse un humbucking... ogni sfumatura della mano è recepita.
Il cabinet sembra un thank "tetesco yah": se per sbaglio lo fai sbattere contro un muro, crolla il muro ed il cabinet manco si riga.
L'estetica è molto "metalmeccanica" versione cyberpunk... però si nota dalle finiture che è fatto a mano e questo gli da un fascino.

Altro da dire non ne ho... ci suonerò sopra un bel po'... spero... con quel che ho speso...

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