Tredici anni sono passati dalla fondazione dei Black Willow.
Ancora ricordo la prima formazione con Giovanni Bergese alla voce, Alberto Carena al basso, l'allora 14enne Silvio Carena alla Batteria, Marco Calegher alle tastiere, Davide Dovetta alla chitarra ritmica ed un cappelluto e brufoloso omino 18enne alla chitarra solista.
Ne son passati di anni e di persone nei Black willow.
Io ho cambiato 4 chitarre (Gibson Les Paul Studio --> Gibson Les Paul Standarda --> Ibanez FG --> Ibanez Jem Flower --> Ibanez Jem blu (Virgi), almeno 10 amplificatori, 4 tagli di capelli, 554 sbronze, 4 autobomili, 4 lavori, 2 abitazioni, 1 paio di stivali e non dimentichiamo che tredici anni fa ero ben lontano dall'anello che porto all'anulare sinistro.
Dopo pochi mesi dalla nascita siamo rimasti senza cantante perchè il sedicenne e sedicente furbone era andato a rubare  in una scuola un mangianastri (c'erano ancora i "mangianastri").
Dopo un anno di concerti abbiamo sostituito al basso Alberto Carena, che in verità era un chitarrista e ci teneva a sottolinearlo ad ogni concerto, con il mitico Marco Ferrua (detto Nazu) e lo stesso anno abbiamo aggiunto due coriste per dare man forte a Calegher che, oltre alle tastiere, si occupavaora anche della voce... a già... abbiamo eliminato anche la chitarra ritmica.
Una di quelle due timide coriste adesso è una cantante affermata nell'ambito Jazz e si chiama Chiara Rosso.
Dopo due anni se ne sono andate le coriste ed è entrato il grande Carlo Bonarelli alla voce (ora cantante d'opera).
Con l'arrivo di Carlo (detto Bonzo) abbiamo perso il batterista Silvio Carena per sostituirlo con
tutta una serie di Batteristi che portarono all'ingaggio del pirotecnico Lorenzo Arese (detto Loz). Era la sera di capodanno quando Silvio se ne è andato dopo una mini rissa con Bonzo sotto al neve bestemmiando come un turco a cui hanno stuprato la moglie e rapito il cammello (soprattutto la questione del cammello)... ricordo anche quella volta in cui non lo trovavamo da nessuna parte e bisognava salire sul palco per suonare e poi l'abbiam trovato in un prato che si faceva fare "cose con la bocca" da una sua coetanea... adesso è un prete.
Dopo anni di concerti ed una discreta posizione raggiunta in zona, le continue assenze di Loz, le crisi esistenziali di Bonzo e le sbronze di Nazu hanno portato alla morte del gruppo. Come dimenticare quella volta in cui nessuno trovava Nazu dalla sera prima e bisognava suonare... la famiglia nel panico e noi pure... lo trovammo sul balcone di casa sua addormentato in piedi ricoperto di vomito ed ancora sbronzo alle sei di sera (e meno male che stava a piano terra).

Eravamo giovani, spesso stupidi, incapaci di comprendere molte cose... ma grintosi e sognatori.

Nel 2000 i Black Willow rinascono più maturi (anche nel genere) con Federico Chiavassa alla batteria,
Marco Lazza al basso, Walter Lamberti alla voce ed i vecchi amici Leo e Calegher su chitarra e tastiere.
Rinascita in grande stile che ci riporta in fretta ai livelli di quando ci eravamo sciolti.
Arrivati al primo "salto di qualità" Marco Lazza (gran groove quel bassista) ci abbandona con molta
tristezza da parte mia e viene sostituito rapidamente da Michele caramello. Il gruppo va avanti e si
prepara al "secondo salto di qualità" cominciando a fare e vincere concorsi per canzoni originali, ma
quel pirla di un bassista non va a combinare un casino con donne e buoi dei paesi non suoi? Ecco un pirla che non mi manca ne umanamente, ne musicalmente.
Dopo di lui si cerca di proseguire il percorso col bassista Ciak Bocca (detto "Windows98" per le scarse
capacità cognitive e per continui suoi crash di sistema cerebrale), ma il suo scarso entusiasmo e la nostra
stanchezza ci stava portando a morire di nuovo.
Con grande fortuna, arriva direttamente da Bari nel 2004 il grande Michele Variale, bassista emigrante per lavoro che subito riporta vita, groove, qualità e voglia di suonare nel gruppo.
Finalmente quella famiglia musicale di grandi amici (Fede, Walter, Leo, Calegher) si completa e finalmente ci si sente bene, in armonia, si fanno progetti, ci si trova anche al di fuori della musica, si creano belle cose.
E' bello stare in un gruppo come quello che ho elencato, perchè ognuno ha il suo posto... sia nel sound che nei rapporti interpersonali e si crea un'atmosfera speciale che nella vita mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili.
Chissà... magari senza le battute di Walter anche sulle peggiori sfighe, le parole di incoraggiamento di Michele, la comprensione di Calegher ed i calci in culo di Fede... fragile come sono stato in alcuni periodi della mia vita...adesso sarei un drogato, un ubriacone od un "morto dentro". C'è il mio cuore dentro i Black Willow.
Nel 2007 Fede decide di abbandonarci o meglio... decidiamo di separarci in amicizia per le diverse prospettive. Quanto è stato terribile? Tanto, tantissimo... avevo voglia di chiudere per sempre questa esperienza musicale. Ho avuto molti gruppi, ma solo i Black erano la mia famiglia.
Solo la fortuna di trovarmi a suonare con un grande batterista ed una grande persona come Giorgio Mattiauda mi ha fatto desistere da quel mio proposito che avevo tenuto segreto... mi ha fatto capire di poter aggiungere un membro in più alla mia famiglia musicale. Il sound con lui è cambiato e sta cambiando tutt'ora... perchè si cresce insieme ed è bello farlo.
Pochi giorni fa, ha lasciato il gruppo Walter Lamberti... motivi di lavoro che comprendo e gli faccio tutti i miei più sinceri auguri di riuscire in tutto quello che farà.
Walter Lamberti è per me il più grande cantante che esista, provo per lui un'ammirazione incalcolabile e gli voglio un bene grande... e provo un vuoto altrettanto grande.
Ufficialmente Walter è stato sostituito senza problemi da una buona cantante con ottime possibilità di crescita... i Black Willow "sono" ancora... anche se io non so più bene cosa sono, se sono, dove sono e perchè sono... sarà che ho perso i contatti con persone che per me erano più che musicisti... sarà che con Walter perdo la mia controparte naturale sul palco e sotto al palco. Essere i due pirla del gruppo era divertimento allo stato puro prima, dopo e durante i concerti... essere l'unico pirla vuol dire solo essere lo zimbello... un buffone... un triste pagliaccio.

Adesso la parte straziante... la devo scrivere perchè ci sta bene e soprattutto perchè il blog è mio e ci scrivo
il cazzo che mi pare... e poi lo leggeranno al massimo in tre in tutto il globo... in ogni caso... prima di
partire col momento di commozione è doveroso augurare alla Maria De Filippi (purtroppo regina del trash sentimentale in tv) il peggio possibile ovvero di essere legata ad una sedia ed essere costretta a vedere senza pausa "Manderlay", "The Godsheppard", "Miami Vice", "Beowulf e Grendel"... o poi vorrei dire "Alatriste, il destino di un guerriero", ma neanche con lei riesco ad essere così crudele e poi tanto dopo Miami Vice sarebbe già morta (a vedere come hanno stuprato una delle serie
più storiche degli anni '70).
Ora mi senti pronto...1...2...3... via!

Un grazie al Walter.
Grazie per i discorsi fra me e lui sul palco durante i concerti, come se il pubblico non ci fosse.
Grazie per i versi delle scimmie prima dell'inno alla Gioia versione rock.
Grazie per i discorsi seri e quelli stupidi e per avermi fatto ridere su cose che fino a tre minuti prima mi facevano piangere.
Grazie per la tua voce, che mi ascolto ancora grazie alle incisioni che hai fatto.
Grazie per la paella di Carne e gli altri manicaretti.
Grazie per l'amicizia speciale, che non è finita e spero non finirà mai, ma sarà più difficile da coltivare.
Potrei dirne altri di grazie, ma bastano questi a farmi salire lacrime agli occhi.

Se guardo le foto dei concerti passati si vede... si vede quel fluido scorrere fra noi...

Voglio sedermi in un angolo e guardare la musica dei Black Willow passare.

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venerdì, 30 maggio 2008 ¦ Permalink
categoria : musica, poesia, riflessioni, vita, chitarre, sentimento, cazzabubu

 

Questa sera ero un po' triste, malinconico e poetico. Dopo i soliti esercizi di tecnica sull'elettrica ho preso in mano l'acustica con lo scopo di trasformare una canzone che avevo fatto in versione adatta per la nuova formazione acustica che sto mettendo su. Alla fino ho combinato poco con la canzone... ho cominciato a pensare ad un tramonto su di una palude... una cosa in stile africa. Le dita hanno cominciato a moversi da sole scoprendo nuove sonorità che nemmeno sapevo potessero stare nel mio cuore... ed l'orecchio seguiva le dita e le dita il cuore ed il cuore l'immagine che avevo in mente...

Ho scritto forse il pezzo più bello, strano e difficile di tutta la mia vita... non se sono ancora certo, perchè per un buon giudizio devo risentirlo domani a mente e mani fredde... ma sono rimasto stupito.

Questo lo vedo come un segno... ho scoperto un mondo nuovo nel quale posso muovermi senza le rotture di tanti strumentisti e studi di incisione cari e logistiche varie... se le cose sul lavoro si concludono bene, mi iscrivo alla SIAE e per la prima volta porterò il mondo a conoscenza della mia musica... proprio partendo da questa semplice base acustica... inciderò nel mio studietto domestico e finalmente proverò a farmi ascoltare. Questa ultima composizione è stato il segno che è venuto il momento. Al mio fianco in questa avventura ci sarà un amico di vecchia data che io considero un genio indiscusso della musica e che sono sicuro darà tanto alla musica. Per i testi lascerò fare alla Dame de Papier che quando scrive col cuore fa venire le lascime agli occhi ed anche al Cristian (l'amico di cui parlavo prima). Per le voci non ho un'idea precisa; io ed il Cristian inizieremo presto una collaborazioni con due ottime cantanti di world music, ma le canzoni che io ed il Crsitian comporremo rimarranno comunque una cosa a se... le proporremo probabilmente con la formazione che sta per nascere, ma il timbro porterà solo il nome mio e suo e si ci parrà potremo cambiare nome... per l'incisione di questo pezzo infatti penso che mi affiderò alle corde vocali di una amico che ritengo una delle più belle voci d'Italia (si, ho detto Italia), mr. Walter Lamberti. Intanto ho altre tre canzoni in partenza.

Il titolo della canzone è un po' particolare: "Sol che torna sul viso ai morti"... è un'immagine che mi è venuta in mente mente pensando al paesaggio che avevo nella mente... un paesaggio che ridarebbe vita alle persone per la maggiorparte morte dentro del mondo di oggi.

P.S.: segnalo questo stupendo e poetico blog: http://labiondaelognomo.splinder.com/

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domenica, 18 maggio 2008 ¦ Permalink
categoria : poesia, riflessioni, vita, sentimento, cazzabubu

L'amore è quella cosa che...

...se provi a descriverla diventa solo una parola...

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lunedì, 14 aprile 2008 ¦ Permalink
categoria : poesia, riflessioni, cazzabubu

 

Quello di far credere a tutti di essere stupido ed insensibile

è il più bello scherzo che sia riuscito a fare al mondo...

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sabato, 08 marzo 2008 ¦ Permalink
categoria : musica, poesia, vita

Eccomi di nuovo on line da casa della Dame de Papier in attesa che quei coglioni di Informatica System di Mondovì (diciamoli i nomi) mi portino l'adsl a casa dopo due settimane di attesa.

Oggi voglio recensire un'artista piemontese e più specificatamente Torinese che ho conosciuti girovagando in internet e che finalmente ieri sera sono riuscito ad ascoltare dal vivo.

Lei si chiama Jolanda (http://www.jjolanda.com/ visitate il sito che ne vale la pena) ed è una grande e valente musicista... e come tutti gli artisti davvero validi in Italia... è poco conosciuta dalla gente.

Jolanda esprime la sua musica principalmente con la pripria voce ed il proprio pianoforte, aiutata in alcune sonorità da una chitarrista e da un saxofonista.

Inanzitutto voglio dire la mia opinione sulla sua musica. Io la sento come una genere che va ad inserirsi a metà fra la celtica ed un pop colto alla police, il tutto condito con influenze popular. Le dita di imppstazione classica Jolandesche sul pianoforte danno spesso degli accenti classici ed alcuni accorgimenti sonori danno a volte l'impressione di essere seduti in un blues club. L'atmosfera è davvero unica e fresca. Se si chiudono gli occhi ci si può immaginare di essere nel mezzo dell'irlanda, sulla fresca veranda di una in stile "Missisipi blues" di fronte ad un pubblico misto di irlandesi e neri oppressi. Una musica fresca e nuova con un'atmosfera davvero speciale che ha fatto si che l'ora e mezza passata ad ascoltarla volasse letteralmente.

Complimenti inanzitutto per il coraggio nel presentarsi davanti al mondo con un solo pianoforte a propria difesa e per essere riuscita a creare un suono ed un'atmosfera con un solo strumento.

Complimenti anche per le capacità tecniche sia vocali che pianistiche... finalmente un'artista innovativa, ma che sa anche usare lo strumento.

Complimenti per la capacità di aver creato questo prodotto così bello.

Complimenti al saxofonista per aversi saputo ottimamente inserire nel progetto ed averlo arricchito... da sottolineare l'ottimo uso degli effetti applicati agli ottoni.

Complimenti al chitarrista per essere stato davvero al servizio della musica ed aver saputo limitarsi a pochi e giusti interventi inserendosi anche lui ottimamente.

Complimenti infine all'ensamble per essere saputo "unire così bene" suoni ed arrangiamenti in un unico progetto.

Sul suo sito potete ascoltare qualcosa... visitatelo, ne vale la pena.

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