lunedì, 27 luglio 2009 ¦ Permalink
categoria : riflessioni, libri, vita, sentimento, iperborea, prima di domani, jØrn riel

Un libro davvero particolare e toccante.
Da sempre sono un tifoso dei libri dell'Iperborea (www.iperborea.com) perchè si occupano di autori davvero validi che sono stati per lungo tempo letteralmente ostracizzati dal mondo letterario. Forse perchè non provengono da luoghi di famosi per la vita artistica come Italia, Inghilterra, Usa, America del sud... o forse semplicemente perchè parlano di un mondo che fa poca tendenza al giorno d'oggi ovvero quello del Nord.
Fa tanto figo parlare di quei poveri Africani che sono sovvenzionati dagli stati del primo mondo, ma spendono tutto in fucili per ammazzarsi fra loro, ma fa molto meno figo parlare degli eschimesi che continuano a tirare avanti senza iauti con una dignità che i negretti guerrafondai si sognano.
Comunque... a parte le mie personali elucubrazioni voglio parlare di questo libro:

PRIMA DI DOMANI di JØRN RIEL (codice IBAN --> 978-88-7091-172-5)

La storia è quella di una tribù della groenlandia che vive secondo regole e tradizioni che nemmeno ci immaginiamo.
Della storia non vi dico di più, altrimenti rovino il libro a chi decidesse di leggerlo.
La prima parte del libro può sembrare troppo didascalica, ma ha una funzione importante: sbatterci a forza in una cultura che nemmeno immaginiamo, senza questa prima parte non si riuscirebbe a capire il libro.
La seconda parte è più "action" e scorre via rapida.
La storia è quella che potrebbe essere di tutti i giorni ed è questo che lascia di stucco.
Ne traspare un onore, un senso di immensa dignità e di comunione con il "ciclo della terra" che risulta difficile da assimilare per un occidentale. Vita e tradizioni eschimesi sono narrate da una voce interna che sa rendere con poche parole l'idea di tutta una cultura.
E' un libro difficile, non per lo stile di scrittura o per arzigogolati esercizi dialettici... è difficile perchè ci porta verso "cose" che sono lontane dal nostro modo di vivere e di pensare.
Un libro da leggere... perchè è bello e perchè ti fa scoprire culture e modi di vedere nuovi.

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Tredici anni sono passati dalla fondazione dei Black Willow.
Ancora ricordo la prima formazione con Giovanni Bergese alla voce, Alberto Carena al basso, l'allora 14enne Silvio Carena alla Batteria, Marco Calegher alle tastiere, Davide Dovetta alla chitarra ritmica ed un cappelluto e brufoloso omino 18enne alla chitarra solista.
Ne son passati di anni e di persone nei Black willow.
Io ho cambiato 4 chitarre (Gibson Les Paul Studio --> Gibson Les Paul Standarda --> Ibanez FG --> Ibanez Jem Flower --> Ibanez Jem blu (Virgi), almeno 10 amplificatori, 4 tagli di capelli, 554 sbronze, 4 autobomili, 4 lavori, 2 abitazioni, 1 paio di stivali e non dimentichiamo che tredici anni fa ero ben lontano dall'anello che porto all'anulare sinistro.
Dopo pochi mesi dalla nascita siamo rimasti senza cantante perchè il sedicenne e sedicente furbone era andato a rubare  in una scuola un mangianastri (c'erano ancora i "mangianastri").
Dopo un anno di concerti abbiamo sostituito al basso Alberto Carena, che in verità era un chitarrista e ci teneva a sottolinearlo ad ogni concerto, con il mitico Marco Ferrua (detto Nazu) e lo stesso anno abbiamo aggiunto due coriste per dare man forte a Calegher che, oltre alle tastiere, si occupavaora anche della voce... a già... abbiamo eliminato anche la chitarra ritmica.
Una di quelle due timide coriste adesso è una cantante affermata nell'ambito Jazz e si chiama Chiara Rosso.
Dopo due anni se ne sono andate le coriste ed è entrato il grande Carlo Bonarelli alla voce (ora cantante d'opera).
Con l'arrivo di Carlo (detto Bonzo) abbiamo perso il batterista Silvio Carena per sostituirlo con
tutta una serie di Batteristi che portarono all'ingaggio del pirotecnico Lorenzo Arese (detto Loz). Era la sera di capodanno quando Silvio se ne è andato dopo una mini rissa con Bonzo sotto al neve bestemmiando come un turco a cui hanno stuprato la moglie e rapito il cammello (soprattutto la questione del cammello)... ricordo anche quella volta in cui non lo trovavamo da nessuna parte e bisognava salire sul palco per suonare e poi l'abbiam trovato in un prato che si faceva fare "cose con la bocca" da una sua coetanea... adesso è un prete.
Dopo anni di concerti ed una discreta posizione raggiunta in zona, le continue assenze di Loz, le crisi esistenziali di Bonzo e le sbronze di Nazu hanno portato alla morte del gruppo. Come dimenticare quella volta in cui nessuno trovava Nazu dalla sera prima e bisognava suonare... la famiglia nel panico e noi pure... lo trovammo sul balcone di casa sua addormentato in piedi ricoperto di vomito ed ancora sbronzo alle sei di sera (e meno male che stava a piano terra).

Eravamo giovani, spesso stupidi, incapaci di comprendere molte cose... ma grintosi e sognatori.

Nel 2000 i Black Willow rinascono più maturi (anche nel genere) con Federico Chiavassa alla batteria,
Marco Lazza al basso, Walter Lamberti alla voce ed i vecchi amici Leo e Calegher su chitarra e tastiere.
Rinascita in grande stile che ci riporta in fretta ai livelli di quando ci eravamo sciolti.
Arrivati al primo "salto di qualità" Marco Lazza (gran groove quel bassista) ci abbandona con molta
tristezza da parte mia e viene sostituito rapidamente da Michele caramello. Il gruppo va avanti e si
prepara al "secondo salto di qualità" cominciando a fare e vincere concorsi per canzoni originali, ma
quel pirla di un bassista non va a combinare un casino con donne e buoi dei paesi non suoi? Ecco un pirla che non mi manca ne umanamente, ne musicalmente.
Dopo di lui si cerca di proseguire il percorso col bassista Ciak Bocca (detto "Windows98" per le scarse
capacità cognitive e per continui suoi crash di sistema cerebrale), ma il suo scarso entusiasmo e la nostra
stanchezza ci stava portando a morire di nuovo.
Con grande fortuna, arriva direttamente da Bari nel 2004 il grande Michele Variale, bassista emigrante per lavoro che subito riporta vita, groove, qualità e voglia di suonare nel gruppo.
Finalmente quella famiglia musicale di grandi amici (Fede, Walter, Leo, Calegher) si completa e finalmente ci si sente bene, in armonia, si fanno progetti, ci si trova anche al di fuori della musica, si creano belle cose.
E' bello stare in un gruppo come quello che ho elencato, perchè ognuno ha il suo posto... sia nel sound che nei rapporti interpersonali e si crea un'atmosfera speciale che nella vita mi ha aiutato a superare tanti momenti difficili.
Chissà... magari senza le battute di Walter anche sulle peggiori sfighe, le parole di incoraggiamento di Michele, la comprensione di Calegher ed i calci in culo di Fede... fragile come sono stato in alcuni periodi della mia vita...adesso sarei un drogato, un ubriacone od un "morto dentro". C'è il mio cuore dentro i Black Willow.
Nel 2007 Fede decide di abbandonarci o meglio... decidiamo di separarci in amicizia per le diverse prospettive. Quanto è stato terribile? Tanto, tantissimo... avevo voglia di chiudere per sempre questa esperienza musicale. Ho avuto molti gruppi, ma solo i Black erano la mia famiglia.
Solo la fortuna di trovarmi a suonare con un grande batterista ed una grande persona come Giorgio Mattiauda mi ha fatto desistere da quel mio proposito che avevo tenuto segreto... mi ha fatto capire di poter aggiungere un membro in più alla mia famiglia musicale. Il sound con lui è cambiato e sta cambiando tutt'ora... perchè si cresce insieme ed è bello farlo.
Pochi giorni fa, ha lasciato il gruppo Walter Lamberti... motivi di lavoro che comprendo e gli faccio tutti i miei più sinceri auguri di riuscire in tutto quello che farà.
Walter Lamberti è per me il più grande cantante che esista, provo per lui un'ammirazione incalcolabile e gli voglio un bene grande... e provo un vuoto altrettanto grande.
Ufficialmente Walter è stato sostituito senza problemi da una buona cantante con ottime possibilità di crescita... i Black Willow "sono" ancora... anche se io non so più bene cosa sono, se sono, dove sono e perchè sono... sarà che ho perso i contatti con persone che per me erano più che musicisti... sarà che con Walter perdo la mia controparte naturale sul palco e sotto al palco. Essere i due pirla del gruppo era divertimento allo stato puro prima, dopo e durante i concerti... essere l'unico pirla vuol dire solo essere lo zimbello... un buffone... un triste pagliaccio.

Adesso la parte straziante... la devo scrivere perchè ci sta bene e soprattutto perchè il blog è mio e ci scrivo
il cazzo che mi pare... e poi lo leggeranno al massimo in tre in tutto il globo... in ogni caso... prima di
partire col momento di commozione è doveroso augurare alla Maria De Filippi (purtroppo regina del trash sentimentale in tv) il peggio possibile ovvero di essere legata ad una sedia ed essere costretta a vedere senza pausa "Manderlay", "The Godsheppard", "Miami Vice", "Beowulf e Grendel"... o poi vorrei dire "Alatriste, il destino di un guerriero", ma neanche con lei riesco ad essere così crudele e poi tanto dopo Miami Vice sarebbe già morta (a vedere come hanno stuprato una delle serie
più storiche degli anni '70).
Ora mi senti pronto...1...2...3... via!

Un grazie al Walter.
Grazie per i discorsi fra me e lui sul palco durante i concerti, come se il pubblico non ci fosse.
Grazie per i versi delle scimmie prima dell'inno alla Gioia versione rock.
Grazie per i discorsi seri e quelli stupidi e per avermi fatto ridere su cose che fino a tre minuti prima mi facevano piangere.
Grazie per la tua voce, che mi ascolto ancora grazie alle incisioni che hai fatto.
Grazie per la paella di Carne e gli altri manicaretti.
Grazie per l'amicizia speciale, che non è finita e spero non finirà mai, ma sarà più difficile da coltivare.
Potrei dirne altri di grazie, ma bastano questi a farmi salire lacrime agli occhi.

Se guardo le foto dei concerti passati si vede... si vede quel fluido scorrere fra noi...

Voglio sedermi in un angolo e guardare la musica dei Black Willow passare.

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Mercoledì 16-settembre mi fu consegnato un pacchetto con l'ordine di non aprirlo.

Ho avuto il permesso di aprirlo il venerdì seguente. All'interno c'era un dvd da guardare a casa mia insieme alla Dame de papier che avrebbe dormito da me. Prima del film ce ne siamo andati in un ristorantino di Cuneo molto particolare dove ci siamo ottimamente rifocillati.

Sabato mattina mi è stata data una busta... nella busta un elenco di vestiti ed altre cose da mettere in una borsa e poi l'invito a salire in auto. in auto la Dame de papier mi ha consegnato dei buoni carburante e mi ha detto di fare gasolio al distributore più vicino. Una volta riempito il serbatoio sono stato guidato alla cieca dalla Dame attreverso il colle dell'Agnello che ci ha portati in Francia e poi attraverso il colle dell' Izoard che ci ha portati a Briancon. Arrivati a Briancon intorno alle 12.00 ho aperto una seconda busta in potevo scegliere dove pranzare. Dopo la scelta abbiamo esplorato la cittadella e poi abbiamo pranzato in un ristorante pazzesco e pittoresco in cui scoppiettava un bel fuocherello nel camino vicino al nostro tavolo. Dopo l'ottima mangiata abbiamo esplorato le mura e di nuovo la cittadella. Verso le 15.00 mi è stata consegnata un'altra busta con la prossima tappa. Siamo finiti vicino a Romans in una stupenda villa d'epoca in cui la Dame aveva prenotato una bellissima stanza con caminetto, terrazzo ed una vasca enorme per fare il bagno insieme (www.grangevieille.eu). Da sottolineare il fatto che la Dame era riuscita a posizionare nel mio baule la sua valigia senza che me ne accorgessi, con l'aiuto di alcuni complici... facendomi credere per tutto il tragitto di dover entrare nella villa con una borsa di nylon al posto della valigia. Dopo qualche peripezia per acquistare degli asciugamani ed un bagnoschiuma che poi non abbiamo usato, abbiamo cenato a Romans (a pochi Km da Valence) in un caratteristico pub di artisti dove un cameriere molto buffo ci ha messo a nostro agio. Dopo la cena un po' di coccole e poi ci siamo addormentati tralasciando il bagno (penso la miglior dormita della mia vita). La mattina seguente ho aperto un'altra busta che mi diceva di dirigermi a Chambery. Siamo arrivati sul posto intorno alle 10.30 del mattino. Abbiamo visitato il castello dei duchi di Savoia dove una guida logorroica ha dissertato per ore ed ore sui soffitti ad "arco piemontese" e su altre cose che non ho capito perchè erano in francese; la Dame poliglotta de papier invece capiva tutto. Dopo un pranzo in un pub molto irlandese (vedi ulteriore busta) e poco francese in cui sono riuscito ad incontrare un mio compaesano, abbiamo visitato la cattedrale locale dove abbiamo assistito al finale di un concerto per organo da chiesa suonato su di un immenso organo a canne. Fatto ciò abbiamo preso la strada di casa, seguendo la strada panoramica (suggerita in ulteriore busta) e, dopo una tappa-coccolata-calda in cima al colle del Mongenisio, siamo tornato in Italia.

Ho dovuto essere telegrafico per raccontare tutto in poche righe, ma è stata una cosa bellissima. Una sorpresa che La dame ha preparato tutta da sola fin da Giugno per festeggiare i nostri quattro anni felici insieme e tutto questo praticamente senza farmi spendere un soldo, usando per buoni benzina guadagnati  da lei facendo sondaggi ed i soldi di un conto paypal guadagnati sempre da lei nello stesso modo.

Cosa si può fare di fronte ad una cosa del genere se non rimanere senza parole, se non sentirsi speciali e rendersi conti di quanto si è amati. Sono ancora adesso senza parole, commosso ed incredibilmente felice di essere il fidanzato di questa splendido essere umano. E' stato bellissimo. Grazie. Ti amo.

Gudu.

Ed adesso qualche foto

GuduMonastero nei pressi di BrianconLeo a Brianconristo-papierVigi

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domenica, 31 agosto 2008 ¦ Permalink
categoria : musica, riflessioni, vita, esperienze, chitarre, sentimento, cazzabubu, gudu
Torno a scrivere dopo tanto tempo, dopo molto più tempo di quel che sembra... perchè ricomincio a scrivere per me stesso e non cercando attenzioni in giro per il web.
Oggi sono andato ad incidere delle canzoni per quello che potrei chiamare il "Secondo demo dei Black Willow" a distanza di solo un anno dal primo.
La verità è che la nostra concezione delle registrazioni è oramai moderna, le canzoni si scaricano da internet... soprattutto se non sei famoso... quindi queste canzoni incise andranno a fare massa insieme alle altre... e poi cercheremo di fare girare il prodotto il più possibile senza pensare a primo o secondo album.
Mi stressa tantissimo registrare perchè per me è importantissimo. E' la traccia del mio passaggio che lascio nel mondo.
Oggi mi sentivo grande artista e soprattutto un musicista più "vero" del solito. Invece di curare solo i soli ed i virtuosismi, in queste canzoni ho curato ogni dettaglio... ogni singola nota... ogni minimo respiro musicale è stato voluto/scelto/amato da me. Ho usato suoni che mai avrei  pensato di usare prima d'ora ed ho ottenuto le atmosfere che sentivo davvero dentro. Anche i soli che ho fatto non erano la solita ricerca di conferme sulle mie capacità tecniche, ma un semplice voler esprimere quello che avevo dentro e voler creare qualcosa di bello. Sono soddisfatto di quello che ho creato, penso di aver dato tanto a queste canzoni, cambiando continuamente atmosfere ed intenzioni.
Oggi, oltre a Virgi, ho usato Mu che è la mia nuova telecaster... ho deciso che la terrò con me, quindi l'omina non si arrabbierà se finalmente le do un nome. La mia estate finisce oggi. E stata un'estate bellissima. Il nuovo lavoro, i Black Willow che hanno fatto dei bei concerti e delle belle attività,
le ferie rilassanti e lunghe con la Dame de papier, il piacere di vivere con quelche peso in meno sullo stomaco ed il permesso di poter finalmente pensare ad un po' di futuro. Penso che sia vero quello che dice la Dame de papier, ovvero il fatto che forse il vero scopo della mia vita lo saprò solo
alla fine e questo mi riporta ad un vecchio mio pensiero... ovvero che non è la partenza o l'arrivo che contano, ma il percorso.
Oggi sono felice così... spero come sempre di poter fare un po' di strada nella musica, ma in questo preciso momento non mi importa tanto questo risultato, quando il fatto di poter continuare a perseguirlo con fiducia, anche a 70 anni... il piacere di vivere per crescere... la voglia di andare verso una
meta, anche se non la si conosce.
Oggi, quando sono tornato dalle incisioni, sono rimasto venti minuti sul balcone a fare bolle di sapone. Volavano altissime nel cielo con i loro colori cangianti per poi esplodere in microscopici arcobaleni. Mi piacciono le bolle, solo leggere, belle... e mi fanno stare in ansia perchè non vorrei esplodessero mai... però poi esplodono sempre.
Vorrei starmene seduto da qualche parte con Vigi, vorrei starmene seduto in un posto in cui non c'è niente ed è tutto da immaginare e creare...
...vorrei inventare il colore blu ed una bolla di sapone che non si rompe mai...
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lunedì, 21 luglio 2008 ¦ Permalink
categoria : vita, sentimento, gudu, vigi

Sono estremamente felice, orgoglioso, commosso... di  annunciare a chiunque passi da questo piccolo diario on line che:

La dame de papier, ovvero Virginia Bovolo detta Vigi si è laureata in MEDICINA con il voto di:

110 e lode con dignità di stampa.

Si è laureata senza nemmeno un secondo di ritardo, in sei anni esatti... sei anni di sacrifici e studio intenso che l'hanno portata ad un grande successo.

Mi inchino...

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